Disturbi del linguaggio

Il Disturbo del Linguaggio è un disturbo del neurosviluppo caratterizzato da difficoltà significative nell'acquisizione e nell'utilizzo del linguaggio, dovute a una compromissione della comprensione e/o della produzione che colpisce il lessico, la grammatica e la struttura della frase e del discorso.

Che cos'è

Si parla di Disturbo del Linguaggio quando un bambino presenta una difficoltà persistente nella comprensione e/o nella produzione di parole e di frasi, non attribuibile a menomazioni sensoriali, condizioni neurologiche o disabilità intellettiva. Il Disturbo del Linguaggio esprime una spiccata eterogeneità, manifestandosi in modalità e gravità molto differenti da bambino a bambino.

Le difficoltà possono manifestarsi, in comprensione e/o produzione, attraverso un lessico ridotto, una limitata costruzione e strutturazione grammaticale della frase e una scarsa capacità discorsiva.

Un esordio tardivo nel vocabolario non evolve necessariamente in un quadro clinico, poiché una buona percentuale di bambini mostra un recupero spontaneo. Tuttavia, qualora le difficoltà persistano oltre i 3 anni d'età, l'ulteriore attesa è sconsigliata e controproducente. Un'identificazione tempestiva e un intervento logopedico precoce e mirato sono fondamentali per prevenire ricadute future sulle relazioni sociali, sulla regolazione del comportamento e sugli apprendimenti scolastici.

Come si manifesta

I segnali variano con l'età e con il profilo specifico del bambino. Tra i più comuni:

  • comparsa tardiva delle prime parole;
  • lessico sensibilmente ridotto (< 50 parole a 24 mesi);
  • assenza di combinazione di due parole a 30 mesi;
  • difficoltà nella strutturazione morfosintattica delle frasi (ad esempio omissione di articoli o pronomi);
  • utilizzo quasi esclusivo del verbo all'infinito o verbo non coniugato correttamente;
  • difficoltà nella comprensione morfosintattica (ad esempio fatica nel codificare le differenze di genere, femminile vs maschile, e di numero, singolare vs plurale).

I 3 anni sono l'età cardine in cui si riesce a distinguere un "Late Bloomer", cioè un bambino che ha iniziato a parlare tardi ma sta recuperando spontaneamente, da un bambino che presenta un disturbo conclamato: in caso di difficoltà persistenti a quest'età, una valutazione logopedica è indispensabile per inquadrare il profilo e impostare il percorso adatto.

Come interveniamo

Il percorso inizia con il colloquio d'anamnesi con i genitori, a cui fa seguito una valutazione logopedica approfondita che può prevedere sia la somministrazione di test standardizzati sia l'osservazione qualitativa tramite il gioco. In alcuni casi la valutazione è integrata in equipe con lo psicologo dell'età evolutiva o il neuropsichiatra infantile.

In base al profilo emerso, le logopediste dello Studio propongono un trattamento individualizzato, focalizzato sui domini più fragili del sistema linguistico, quali il lessico, la morfosintassi o l'organizzazione del discorso. L'intervento si sviluppa attraverso attività di gioco strutturato, calibrate sull'età cronologica e sui tempi del bambino, con un monitoraggio costante e verifiche periodiche dei progressi raggiunti.

La famiglia e la scuola sono parte attiva del percorso: i genitori ricevono indicazioni concrete per sostenere il linguaggio del bambino nella vita quotidiana e la scuola dell'infanzia, laddove necessario, viene coinvolta per condividere modalità educative e didattiche comuni.

Revisione clinica del 9 luglio 2026 a cura della Dott.ssa Federica Perghem, logopedista - Ordine TSRM PSTRP di Trento - Albo dei Logopedisti - n. 17.

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