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Il disturbo pragmatico della comunicazione è una difficoltà nell'uso sociale del linguaggio: il bambino parla, ma fatica a comprendere il discorso nel suo contesto e a rispettare le regole della conversazione. La valutazione e il trattamento logopedico aiutano a sviluppare strumenti per interpretare e usare il linguaggio nelle situazioni reali.
Aree coinvolte
La pragmatica è la dimensione del linguaggio che riguarda il suo uso nelle situazioni sociali: capire le intenzioni di chi parla, adattare il discorso all'interlocutore, rispettare i turni di conversazione, cogliere ciò che non viene detto esplicitamente. Nel disturbo pragmatico della comunicazione il problema cardine è proprio la comprensione del discorso e l'utilizzo delle regole conversazionali.
Il bambino può avere una pronuncia corretta e un vocabolario adeguato, ma interpreta il linguaggio in modo letterale: fatica a comprendere metafore, modi di dire, frasi umoristiche e doppi sensi, e a inferire i significati a partire dal contesto.
Queste difficoltà possono presentarsi in modo isolato oppure associarsi ad altre condizioni dello sviluppo, come i disturbi del linguaggio o il disturbo dello spettro autistico: per questo è importante una valutazione accurata, che distingua i diversi profili e orienti l'intervento più adatto.
Anche quando vocabolario e costruzione delle frasi sono adeguati, le difficoltà emergono soprattutto nelle situazioni comunicative quotidiane, a casa e a scuola:
Il percorso inizia con una valutazione logopedica e psicologica specialistica, fondamentale per analizzare le competenze comunicative del bambino, individuare i punti di forza e di fragilità e definire un progetto riabilitativo personalizzato.
L'intervento logopedico è finalizzato a potenziare le competenze pragmatiche del linguaggio attraverso attività mirate allo sviluppo delle abilità conversazionali, del rispetto dei turni comunicativi, della capacità di mantenere e organizzare una conversazione, comprendere i significati impliciti, interpretare la comunicazione non verbale e adattare il linguaggio all'interlocutore e al contesto. Le attività vengono proposte in situazioni comunicative funzionali, favorendo la generalizzazione delle competenze nella vita quotidiana.
Quando le difficoltà pragmatiche si accompagnano a fragilità nelle competenze sociali, nella regolazione emotiva o nella comprensione delle relazioni interpersonali, il percorso può essere affiancato da un intervento psicologico. Attraverso un approccio cognitivo-comportamentale, lo psicologo sostiene il bambino nello sviluppo delle abilità socio-relazionali, della flessibilità cognitiva, della comprensione delle emozioni proprie e altrui e nell'acquisizione di strategie efficaci per affrontare le situazioni sociali.
Il coinvolgimento della famiglia e, quando necessario, della scuola rappresenta un elemento fondamentale del percorso. La condivisione di obiettivi e strategie comuni favorisce la generalizzazione delle competenze comunicative e relazionali nei diversi contesti di vita.
Revisione clinica del 30 giugno 2026 a cura della Dott.ssa Sabrina Pilati, logopedista - Ordine TSRM PSTRP di Trento - Albo dei Logopedisti - n. 104.
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