Disturbo Fonetico-Fonologico

Il disturbo fonetico-fonologico è una difficoltà nello sviluppo del linguaggio che riguarda la produzione dei suoni delle parole. Alcuni bambini possono avere difficoltà a pronunciare correttamente determinati suoni oppure a utilizzarli nel modo giusto all'interno delle parole, rendendo il linguaggio meno chiaro e, a volte, più difficile da comprendere.

Aree coinvolte

Che cos'è

Il disturbo fonetico-fonologico è un'alterazione dello sviluppo del linguaggio che interessa la produzione e l'organizzazione dei suoni del linguaggio. Si manifesta con difficoltà nella corretta articolazione di alcuni fonemi (componente fonetica) e/o nell'utilizzo e nella combinazione dei suoni all'interno delle parole (componente fonologica).

Si distinguono dunque due componenti, spesso presenti insieme. La difficoltà fonetica (articolatoria) riguarda la capacità di produrre il singolo suono, quando il controllo dei movimenti di labbra, lingua e mandibola è ancora immaturo: è il caso del rotacismo, cioè la produzione alterata della «r», e del sigmatismo, ovvero una pronuncia imprecisa della «s». La difficoltà fonologica riguarda invece il modo in cui i suoni, pur producibili, vengono scelti e combinati nelle parole: il bambino ne semplifica la struttura in modo sistematico, ad esempio omettendo le consonanti finali o riducendo i gruppi di consonanti.

Entro certe età queste imprecisioni fanno parte del normale sviluppo: ogni suono ha i suoi tempi di acquisizione. Quando però l'alterazione persiste oltre l'età attesa, rende il bambino poco comprensibile o inizia a pesare sul piano scolastico e relazionale, è indicata una valutazione logopedica.

Un percorso di logopedia, costruito sulle esigenze del bambino, aiuta a sviluppare una corretta produzione dei suoni e a renderla sempre più spontanea e naturale. L'intervento precoce favorisce una comunicazione più efficace, sostenendo il bambino nelle relazioni, nelle attività scolastiche e nella vita di tutti i giorni.

Come si manifesta

I segnali sono in genere ben riconoscibili nell'eloquio quotidiano del bambino:

  • Pronuncia scorretta e stabile di uno o più suoni, ad esempio la «r» (rotacismo) o la «s» (sigmatismo).
  • Sostituzioni, distorsioni o omissioni di suoni che rendono le parole imprecise o poco comprensibili.
  • Semplificazioni sistematiche della struttura delle parole - omissione di consonanti, riduzione dei gruppi consonantici - tipiche del versante fonologico.
  • Difficoltà che persistono oltre l'età in cui il suono dovrebbe essere acquisito, senza segni di miglioramento spontaneo.
  • Talvolta, abitudini orali scorrette associate (respirazione orale, deglutizione atipica, utilizzo prolungato del ciuccio, suzione del dito oppure onicofagia) che mantengono il problema.

Se dopo i 4-5 anni la pronuncia di alcuni suoni resta alterata, se il bambino è difficile da comprendere o se la scuola segnala difficoltà, una valutazione logopedica permette di capire se attendere l'evoluzione spontanea o avviare un trattamento.

Come interveniamo

Il percorso inizia con un colloquio con i genitori e con una valutazione logopedica che analizza nel dettaglio l'articolazione dei suoni, indaga le abilità di discriminazione ed elaborazione dei suoni all'interno delle parole, verifica l'integrità delle strutture anatomiche e le funzioni orali coinvolte (respirazione, deglutizione, motricità di labbra e lingua), per individuare l'origine dell'alterazione e impostare obiettivi precisi.

Il trattamento è strutturato in fasi successive. La prima ha l'obiettivo di far acquisire nuovi schemi di movimento attraverso un allenamento mirato delle strutture muscolari fono-articolatorie della bocca, per preparare i movimenti necessari ai suoni. La seconda è la corretta impostazione fonetica dei suoni alterati: il bambino impara prima a discriminare i fonemi a livello percettivo, poi imita lo schema articolatorio corretto, fino ad automatizzare la produzione del suono dentro parole, frasi e infine nel linguaggio spontaneo.

Le attività sono proposte in forma di gioco, adatte all'età del bambino, e i genitori ricevono semplici esercizi e accorgimenti da utilizzare a casa per consolidare i progressi tra una seduta e l'altra.

Revisione clinica del 9 luglio 2026 a cura della Dott.ssa Roberta Varrica, logopedista - Ordine TSRM PSTRP di Pavia - Albo dei Logopedisti - n. 63.

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