Disturbo ossessivo-compulsivo (DOC)

Anche in età evolutiva il Disturbo Ossessivo-Compulsivo si presenta con pensieri intrusivi e ripetitivi (ossessioni) e con rituali o richieste che il bambino o l'adolescente sente di dover compiere (compulsioni). Spesso questi rituali coinvolgono i genitori, chiamati a partecipare ai gesti o a rassicurare di continuo. Quando ossessioni e compulsioni occupano tempo e interferiscono con scuola, sonno, amicizie, la psicoterapia cognitivo-comportamentale con Esposizione e Prevenzione della Risposta, adattata all'età e con il coinvolgimento della famiglia, aiuta a interrompere il circolo che li mantiene.

Che cos'è

Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) in età evolutiva è caratterizzato dalla presenza di ossessioni, compulsioni o entrambe, espresse in relazione all'età. Le ossessioni sono pensieri, immagini o paure che si ripetono nella mente contro la volontà del bambino o dell'adolescente, generando ansia: per esempio il timore che possa accadere qualcosa di brutto ai genitori, la paura dello sporco e dei germi o il bisogno che le cose siano in perfetto ordine. Le compulsioni sono rituali o atti mentali ripetitivi vissuti come obbligatori e messi in atto per ridurre quell'ansia: lavarsi più volte, controllare, riordinare, ripetere parole o gesti, oppure chiedere agli adulti continue rassicurazioni.

I bambini più piccoli non sempre riconoscono che i loro pensieri sono eccessivi e possono vivere i rituali come una necessità assoluta; gli adolescenti, talvolta più consapevoli, tendono invece a nascondere ossessioni e compulsioni per vergogna o per timore di essere giudicati. In entrambi i casi, quando viene impedito di completare un rituale possono comparire ansia intensa, pianto, irritabilità o vere e proprie crisi di rabbia.

Un aspetto centrale nella concettualizzazione del disturbo è il cosiddetto accomodamento familiare: i genitori, per alleviare la sofferenza del figlio, finiscono per partecipare ai rituali, rispondere ripetutamente alle stesse domande o modificare le abitudini domestiche. È una reazione affettuosa e comprensibile, ma a lungo andare contribuisce a mantenere il disturbo, perché conferma al bambino o all'adolescente che senza il rituale il pericolo temuto sarebbe reale e gli toglie l'occasione di sperimentare come l'ansia possa ridursi anche in assenza della compulsione.

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Come si manifesta

I segnali possono riguardare i pensieri, i comportamenti e il modo in cui il disturbo coinvolge la famiglia e la vita quotidiana:

  • Pensieri e paure ricorrenti: timori di contaminazione, di fare del male o che accada qualcosa di brutto ai familiari, dubbi e immagini che il bambino non riesce a scacciare.
  • Rituali e controlli: lavaggi ripetuti, verifiche, conteggi, riordino e ricerca di simmetria, ripetizione di gesti o frasi finché qualcosa non sembra giusto.
  • Richieste di rassicurazione: domande continue agli adulti per essere certi che tutto vada bene, con i genitori sempre più coinvolti nei rituali del figlio.
  • Ricadute su scuola, sonno e gioco: compiti svolti molto lentamente, difficoltà ad addormentarsi, evitamento di attività o di amici, irritabilità o crisi quando i rituali vengono interrotti.

Se rituali, controlli e richieste di rassicurazione occupano molto tempo ogni giorno, fanno soffrire il bambino o l'adolescente o interferiscono con scuola, sonno e relazioni, una valutazione specialistica permette di inquadrare il disturbo e impostare il percorso più adatto.

Come interveniamo

Il percorso inizia con una valutazione clinica accurata, che comprende il colloquio con il bambino o l'adolescente e con i genitori, per riconoscere il tipo di ossessioni e compulsioni, il loro impatto su scuola e vita familiare e il grado di accomodamento presente in casa. Intervenire significa individuare ciò che innesca il circolo ossessivo-compulsivo e accompagnare progressivamente l'individuo a fronteggiare l'ansia senza ricorrere ai rituali.

Il trattamento di prima scelta è la psicoterapia cognitivo-comportamentale con Esposizione e Prevenzione della Risposta (ERP), adattata all'età e con efficacia ampiamente documentata dalla comunità scientifica: attraverso esercizi graduali, proposti in forma giocosa con i più piccoli, il bambino impara ad affrontare ciò che teme riducendo a poco a poco le compulsioni. I genitori sono parte attiva del percorso, in quanto accompagnati a ridurre gradualmente l'accomodamento familiare e a sostenere il figlio nei suoi progressi.

Quando il quadro lo richiede, la valutazione è condivisa con la neuropsichiatria infantile dell'equipe, per un eventuale approfondimento diagnostico o una terapia farmacologica integrata, e in raccordo con la scuola quando utile. Il lavoro multidisciplinare consente di costruire un intervento su misura per il bambino o l'adolescente e per la sua famiglia, presso le sedi di Trento, Rovereto, Cles e Milano.

Revisione clinica del 10 luglio 2026 a cura della Dott.ssa Maria Teresa Cusumano, psicologa - Ordine degli Psicologi della Lombardia - n. 27659.

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