Disturbi da tic

I tic sono movimenti o vocalizzazioni improvvisi, rapidi e ricorrenti, molto frequenti durante l'età evolutiva e spesso destinati a ridursi o scomparire spontaneamente. Quando però persistono nel tempo, provocano disagio o interferiscono con la vita scolastica, familiare o sociale del bambino o del ragazzo, un intervento psicoterapeutico mirato può aiutarlo a comprenderne il significato, sviluppare strategie di gestione ed affrontare meglio le situazioni in cui i tic si manifestano.

Che cos'è

I disturbi da tic sono caratterizzati dalla presenza di movimenti stereotipati o vocalizzazioni improvvisi, rapidi, ricorrenti e non ritmici. Possono manifestarsi sotto forma di ammiccamenti, smorfie, scrollate di spalle, movimenti del capo, colpi di tosse, schiarimenti della voce o altri suoni ripetuti. L'esordio avviene generalmente durante l'infanzia, più spesso tra i 4 e i 6 anni, e, nella maggior parte dei casi, i sintomi tendono a ridursi o a scomparire con la crescita. La forma più nota e complessa è la sindrome di Tourette, caratterizzata dalla presenza di più tic motori e di almeno un tic vocale nel corso della sua evoluzione, con esordio in età evolutiva e possibile persistenza anche nell'età adulta.

I tic non sono comportamenti volontari né segno di maleducazione. Molti bambini e ragazzi riferiscono una sensazione di tensione o urgenza che precede il tic e che trova sollievo solo dopo la sua esecuzione. Sebbene sia possibile sopprimere temporaneamente i tic, questo richiede uno sforzo significativo e comporta spesso un aumento della tensione interna. La loro intensità tende inoltre a variare nel tempo: possono accentuarsi in condizioni di stress, ansia, eccitazione o stanchezza e ridursi durante attività che richiedono concentrazione o nei momenti di maggiore rilassamento. Questa fluttuazione rappresenta una caratteristica tipica del disturbo e non dipende dalla volontà del bambino o del ragazzo.

In alcuni casi i tic si associano ad altre condizioni cliniche, come disturbi d'ansia, sintomi ossessivo-compulsivi o difficoltà di attenzione e autoregolazione. Quando sono persistenti o particolarmente evidenti, possono causare disagio, imbarazzo e difficoltà nelle relazioni con i coetanei, con possibili ripercussioni sull'autostima, sul funzionamento sociale e sul percorso scolastico.

Trattiamo disturbi da tic anche in Adulti e anziani Vai alla pagina dedicata

Come si manifesta

Le manifestazioni possono variare per tipo, frequenza e intensità, anche nello stesso bambino e in periodi diversi della crescita:

  • Tic motori: ammiccamenti, smorfie del viso, movimenti del capo, delle spalle o di altre parti del corpo, fino a sequenze motorie più complesse che coinvolgono diversi gruppi muscolari.
  • Tic vocali: colpi di tosse, schiarimenti della gola, soffi, versi, suoni, sillabe o parole ripetute involontariamente.
  • Andamento fluttuante: i tic tendono a variare nel tempo, con periodi di maggiore o minore intensità. Possono accentuarsi in situazioni di stress, ansia, eccitazione o stanchezza e ridursi durante attività che richiedono concentrazione o nei momenti di rilassamento.
  • Impatto emotivo e sociale: quando sono frequenti o particolarmente evidenti, i tic possono generare imbarazzo, tentativi di nasconderli, evitamento di alcune situazioni sociali e difficoltà nelle relazioni con i coetanei.

Se i tic persistono per molti mesi, provocano un disagio significativo o interferiscono con la vita quotidiana, il percorso scolastico o le relazioni sociali, una valutazione specialistica aiuta a inquadrare il problema e a stabilire se sia necessario un intervento.

Come interveniamo

Il percorso inizia con una valutazione diagnostica approfondita, finalizzata a comprendere le caratteristiche dei tic, la loro frequenza, l'andamento nel tempo e le situazioni in cui tendono ad accentuarsi. La valutazione considera inoltre l'eventuale presenza di difficoltà associate, come ansia, sintomi ossessivo-compulsivi, difficoltà attentive o altre condizioni che possono influenzare il benessere del bambino o del ragazzo. Questo permette di distinguere i tic transitori, molto frequenti in età evolutiva, dai quadri che richiedono un monitoraggio o un intervento specifico.

Quando i tic causano disagio o interferiscono con la vita quotidiana, può essere proposto un trattamento psicoterapeutico mirato. Il bambino o il ragazzo viene aiutato a riconoscere le sensazioni che precedono il tic, a sviluppare strategie per gestirlo e a ridurne l'impatto nelle situazioni più difficili, lavorando allo stesso tempo sui fattori emotivi e di stress che possono contribuire ad accentuarlo. Gli interventi utilizzati si basano su approcci supportati dalle evidenze scientifiche e vengono adattati all'età e alle caratteristiche individuali.

Il percorso coinvolge attivamente anche la famiglia e, quando opportuno, la scuola. Comprendere la natura involontaria dei tic aiuta genitori e insegnanti a evitare richiami, correzioni o pressioni che rischiano di aumentare la tensione e peggiorare i sintomi. Nei casi più complessi, la presa in carico può essere condivisa con specialisti dell'equipe, come il neuropsichiatra infantile, per garantire un intervento coordinato e personalizzato. L'evoluzione del quadro viene monitorata nel tempo, in costante dialogo con la famiglia.

Revisione clinica del 10 luglio 2026 a cura della Dott.ssa Anna Azzolini, psicologa - Ordine degli Psicologi della Provincia autonoma di Trento - n. 1433.

Parlane con noi

Raccontaci la tua esigenza: sarà l'equipe a indicarti lo specialista con le competenze più adatte.

Ci prendiamo cura delle persone, del territorio e dell'ambiente. Scopri la nostra Green Policy
Area pazienti: i tuoi appuntamenti, documenti e fatture in un unico posto riservato. Accedi