Disturbi del sonno

I disturbi del sonno comprendono insonnia, ipersonnolenza, narcolessia, disturbi del ritmo sonno-veglia e altre condizioni che compromettono il riposo e la vita diurna. Quando il problema è persistente, una valutazione accurata permette di scegliere l'intervento più adatto: per l'insonnia cronica il trattamento di elezione è la psicoterapia cognitivo-comportamentale.

Che cos'è

I disturbi del sonno comprendono un'ampia categoria di problemi che possono riguardare adulti e bambini e che compromettono la qualità, la durata o il ritmo del sonno, con conseguenze significative sul benessere psicologico, emotivo e fisico. Tra i principali rientrano l'insonnia, l'ipersonnolenza, la narcolessia, i disturbi del ritmo circadiano, le parasonnie e i disturbi respiratori correlati al sonno. Queste problematiche possono influire sulla concentrazione, sull'umore, sulle prestazioni lavorative e sulle relazioni personali.

Come si manifesta

  • Difficoltà notturne: fatica ad addormentarsi, risvegli frequenti o precoci, sonno percepito come leggero e non ristoratore.
  • Conseguenze diurne: stanchezza, sonnolenza, irritabilità, difficoltà di concentrazione e di memoria, calo del rendimento.
  • Comportamenti e pensieri disfunzionali: preoccupazione crescente per il sonno e pensieri irrazionali sul sonno, orari irregolari, uso del letto per attività che ostacolano il riposo e altri comportamenti che non facilitano l'addormentamento.
  • Fenomeni specifici: russamento con pause respiratorie, digrignamento dei denti, episodi di sonnambulismo o incubi ricorrenti.

Come interveniamo

Il percorso inizia con un inquadramento del tipo di disturbo, delle sue cause e del suo impatto sulla vita quotidiana.

Per l'insonnia cronica la terapia di elezione è oggi il trattamento cognitivo-comportamentale dell'insonnia (CBT-I), l'approccio non farmacologico più accreditato dalla comunità scientifica, indicato anche per chi preferisce evitare farmaci ipnoinducenti. Il percorso integra tecniche cognitive e comportamentali, educazione alle buone abitudini di sonno, tecniche di rilassamento e pratiche come la mindfulness.

I trattamenti farmacologici possono essere indicati in quadri specifici: in questi casi la valutazione è condivisa con lo psichiatra dell'equipe dello Studio, che può suggerire la cura farmacologica più adatta, integrandola con il percorso psicoterapeutico.

Revisione clinica del 16 luglio 2026 a cura della Dott.ssa Michela Dazzi, psicologa e psicoterapeuta - Ordine degli Psicologi della Provincia autonoma di Trento - n. 553.

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