Attacchi di panico

L'attacco di panico è un episodio improvviso e intenso di paura, accompagnato da sintomi fisici molto forti che possono far temere di morire, impazzire o perdere il controllo. Può comparire sia negli adulti sia nei bambini e negli adolescenti, sebbene nei più giovani possa essere difficile riconoscere e descrivere ciò che si prova. Quando gli episodi si ripetono e nasce la paura che possano tornare, fino a evitare luoghi o situazioni, si parla di disturbo di panico.

Che cos'è

L'attacco di panico è un episodio improvviso di intensa paura, durante il quale la persona sperimenta sintomi fisici come tachicardia, respiro affannoso o iperventilazione, vertigini, sudorazione, tremori e senso di oppressione al petto. Sebbene queste manifestazioni non siano pericolose, vengono spesso interpretate come il segnale di un grave problema imminente, alimentando la paura di morire, impazzire o perdere il controllo.

L'episodio dura generalmente pochi minuti, ma può lasciare un forte timore che si ripresenti. Da quel momento molte persone iniziano a monitorare continuamente il proprio corpo, interpretando ogni minima sensazione come il possibile inizio di un nuovo attacco. Questo circolo vizioso, definito "paura della paura", contribuisce a mantenere il problema.

Quando gli attacchi diventano ricorrenti e la persona modifica le proprie abitudini per evitare i contesti percepiti come rischiosi, come mezzi pubblici, luoghi affollati, la scuola, l'università, il lavoro o situazioni dalle quali teme di non poter uscire facilmente, si parla di disturbo di panico, spesso associato ad agorafobia. Sebbene l'evitamento riduca temporaneamente l'ansia, nel tempo limita sempre di più la libertà personale.

Molte persone, soprattutto durante il primo attacco di panico, sono convinte di avere un infarto o un'altra grave emergenza medica e si rivolgono al Pronto Soccorso. Dopo aver escluso eventuali cause organiche, è importante non sottovalutare il problema: una valutazione psicologica permette di comprendere l'origine degli episodi e di intervenire precocemente, riducendo il rischio che il disturbo si mantenga nel tempo.

Come si manifesta

  • Sintomi fisici: tachicardia, respiro corto o iperventilazione, vertigini, sudorazione, tremori, nodo alla gola, oppressione al petto, sensazione di svenimento.
  • Pensieri: paura di avere un infarto, morire, impazzire o perdere il controllo; tra un episodio e l'altro, costante preoccupazione che possa verificarsi un nuovo attacco.
  • Comportamenti: evitamento di luoghi e situazioni associati agli attacchi, ricerca continua di rassicurazioni o della presenza di una persona di fiducia, riduzione dell'autonomia negli spostamenti o difficoltà a frequentare scuola, università o lavoro.

Se gli attacchi si ripetono, se la paura di un nuovo episodio condiziona la vita quotidiana o se si iniziano a evitare situazioni prima affrontate senza difficoltà, una valutazione psicologica aiuta a inquadrare il problema e a impostare il percorso adatto. Nei bambini e negli adolescenti meritano attenzione anche frequenti assenze da scuola, un forte bisogno di rassicurazione o improvvisi comportamenti di evitamento.

Come interveniamo

Il percorso inizia con una valutazione approfondita per comprendere quando sono comparsi gli attacchi, quali fattori li favoriscono e quali strategie, pur sembrando utili nell'immediato, contribuiscono a mantenerli nel tempo.

Fin dai primi incontri la psicoeducazione aiuta a comprendere il funzionamento dell'ansia e del panico, riducendo la paura delle sensazioni corporee. Il trattamento cognitivo-comportamentale integra tecniche di ristrutturazione cognitiva, esposizione graduale alle situazioni e alle sensazioni temute, esercizi di respirazione e regolazione fisiologica e, quando indicato, strumenti di mindfulness.

L'obiettivo è interrompere il circolo vizioso del panico, ridurre progressivamente gli evitamenti e permettere alla persona di tornare a vivere con maggiore serenità e autonomia, acquisendo strumenti efficaci anche per prevenire eventuali ricadute.

Nei percorsi con bambini e adolescenti il trattamento viene adattato all'età e alle caratteristiche del ragazzo, coinvolgendo i genitori quando questo rappresenta una risorsa per il percorso terapeutico.

Revisione clinica del 2 luglio 2026 a cura della Dott.ssa Elena Giacomoni, psicologa e psicoterapeuta - Ordine degli Psicologi della Lombardia - n. 25446.

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