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La depressione può manifestarsi anche durante l'infanzia e l'adolescenza, con segnali che non sempre corrispondono a quelli tipici dell'adulto. Nei bambini e nei ragazzi la sintomatologia depressiva può emergere in maniera eterogenea, attraverso irritabilità, ritiro dalle relazioni, perdita di interesse per attività prima vissute con piacere, cambiamenti nel comportamento o difficoltà nella quotidianità. Riconoscerla precocemente e intervenire con un supporto adeguato permette di accompagnare il bambino o l'adolescente verso il recupero del benessere emotivo e favorire un percorso di crescita equilibrato.
Aree coinvolte
La depressione in età evolutiva è un disturbo dell'umore che può incidere in modo significativo sullo sviluppo emotivo, cognitivo e relazionale di bambini e adolescenti. Non si tratta semplicemente di un periodo di tristezza passeggera, ma di una condizione che può modificare il modo in cui il bambino o il ragazzo percepisce sé stesso, gli altri e il mondo che lo circonda. Può manifestarsi attraverso tristezza o irritabilità persistenti, perdita di interesse per attività prima piacevoli, senso di inadeguatezza, bassa autostima e la sensazione di non essere abbastanza importanti, capaci o amati.
A differenza dell'adulto, il bambino o il ragazzo spesso non riesce a riconoscere o a esprimere chiaramente ciò che sta vivendo. Il disagio può quindi emergere indirettamente attraverso cambiamenti nel comportamento, maggiore chiusura, difficoltà nelle relazioni, disturbi fisici, alterazioni del sonno o dell'appetito e un calo del rendimento scolastico. Per questo motivo la depressione in età evolutiva può rimanere a lungo non riconosciuta oppure essere interpretata erroneamente come pigrizia, mancanza di volontà, oppositività o una normale fase della crescita.
È importante distinguere i normali momenti di tristezza e sconforto, che fanno parte dello sviluppo e possono essere particolarmente frequenti in adolescenza, da una condizione più persistente e pervasiva. Si parla di disturbo quando l'umore depresso o l'irritabilità durano nel tempo, coinvolgono gran parte della giornata e interferiscono con la vita quotidiana del bambino o del ragazzo, compromettendo la scuola, le relazioni con i coetanei e la vita familiare. Riconoscere precocemente questi segnali permette di offrire un aiuto adeguato e sostenere un percorso di crescita più sereno.
Trattiamo depressione anche in Adulti e anziani Vai alla pagina dedicataI segnali variano con l'età e da persona a persona, e spesso si esprimono più nei comportamenti che nelle parole:
Se il cambiamento emotivo o comportamentale è intenso, persiste per diverse settimane o interferisce con la vita quotidiana, la scuola, le relazioni o il benessere familiare, un confronto con un professionista aiuta a distinguere un disagio transitorio da una condizione che necessita di supporto e a individuare il percorso più adeguato.
Il percorso inizia con una valutazione diagnostica approfondita, attraverso colloqui clinici, osservazione del bambino o del ragazzo e, quando indicato, l'utilizzo di strumenti e test specifici. La valutazione considera l'età, la fase di sviluppo, le caratteristiche individuali e il contesto familiare, scolastico e relazionale, per distinguere un disturbo depressivo dalle normali variazioni dell'umore che possono accompagnare la crescita.
Sulla base della valutazione viene definito un intervento personalizzato, centrato sulla psicoterapia cognitivo-comportamentale. Il bambino o l'adolescente viene accompagnato nel riconoscere ed esprimere le proprie emozioni, comprendere i pensieri negativi su di sé e modificarli in un'ottica maggiormente funzionale, sviluppare strategie più efficaci per affrontare le difficoltà e recuperare progressivamente interessi, relazioni e autonomia. Gli interventi utilizzati fanno riferimento ad approcci di comprovata efficacia scientifica, adattati al linguaggio, ai bisogni e alle specifiche esigenze dell'età evolutiva.
Il percorso coinvolge attivamente la famiglia, attraverso momenti di confronto e supporto alla genitorialità, e, quando necessario, la scuola, per favorire una risposta condivisa nei diversi contesti di vita. Nei casi più complessi, la presa in carico può essere integrata con altri specialisti, come il neuropsichiatra infantile, per costruire un intervento multidisciplinare e personalizzato. L'evoluzione del percorso viene monitorata nel tempo, mantenendo un dialogo costante con i genitori.
Revisione clinica del 10 luglio 2026 a cura della Dott.ssa Anna Azzolini, psicologa - Ordine degli Psicologi della Provincia autonoma di Trento - n. 1433.
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