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In adolescenza possono svilupparsi forme di dipendenza legate sia all'uso di sostanze, come alcol e droghe, sia a comportamenti come l'utilizzo di internet, videogiochi e social network. Quando queste condotte diventano difficili da controllare e iniziano a compromettere il sonno, la scuola, le relazioni o il benessere quotidiano, è importante intervenire tempestivamente, coinvolgendo anche la famiglia.
Le dipendenze in età evolutiva possono riguardare sia l'uso di sostanze, come alcol e droghe, sia alcuni comportamenti, tra cui l'utilizzo problematico di internet, videogiochi, social network o gioco online. In adolescenza queste condotte possono svilupparsi rapidamente e interferire con il benessere, le relazioni e il percorso scolastico.
Non ogni uso frequente della tecnologia o dei videogiochi rappresenta una dipendenza. Per molti ragazzi la rete è anche uno spazio di socialità, apprendimento e svago. Il problema emerge quando il comportamento diventa difficile da controllare, occupa uno spazio crescente nella giornata e prosegue nonostante conseguenze negative sul sonno, sulla scuola, sulle relazioni o sulla salute.
Alla base possono esserci difficoltà emotive, relazionali o familiari, ma anche impulsività, ricerca di gratificazione immediata, bisogno di appartenenza o tentativi di ridurre emozioni spiacevoli. Per questo è importante comprendere non solo il comportamento in sé, ma anche la funzione che svolge nella vita del ragazzo.
Trattiamo dipendenze e uso problematico della rete anche in Adulti e anziani Vai alla pagina dedicataI segnali a cui prestare attenzione riguardano sia il comportamento sia il funzionamento quotidiano. La presenza di un singolo elemento non indica necessariamente una dipendenza: ciò che conta è soprattutto la perdita di controllo, la persistenza nel tempo e l'impatto sulla vita del ragazzo.
Il percorso inizia con una valutazione del ragazzo e del suo contesto, considerando il tipo e la gravità del comportamento, il livello di controllo, la motivazione al cambiamento, il funzionamento scolastico e sociale e le eventuali difficoltà emotive, relazionali o familiari associate.
L'intervento viene costruito in modo personalizzato e può includere colloqui motivazionali, psicoterapia, strategie per la gestione degli impulsi e delle situazioni a rischio, lavoro sulle abilità di regolazione emotiva e graduale ripresa di attività, interessi e relazioni alternative. L'obiettivo non è soltanto ridurre il comportamento problematico, ma favorire un funzionamento più stabile e una migliore qualità di vita.
La famiglia è parte attiva del percorso. I genitori vengono accompagnati nella definizione di regole e limiti più efficaci, nella gestione dei conflitti e nella ricostruzione di una comunicazione più funzionale con il figlio.
Nei casi più complessi, la presa in carico può essere condivisa con la neuropsichiatria infantile o con altri servizi specialistici e territoriali, così da garantire un intervento coordinato e coerente.
Revisione clinica del 9 luglio 2026 a cura del Dott. Michele Larcher, psicologo e psicoterapeuta - Ordine degli Psicologi della Provincia autonoma di Trento - n. 1256.
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